Postura e visione nel bambino



Molto spesso accade di vedere, durante l’attività di lettura o di scrittura da parte dei bambini, un atteggiamento posturale insolito, sia in aula che a casa.


Anche il sistema visivo partecipa alla regolazione posturale e il rapporto visione-postura si manifesta bidirezionalmente: da un lato, un problema visivo può portare ad un adattamento posturale, dall’altro lato un problema posturale può perturbare il sistema visivo ed il suo funzionamento con un conseguente dispendio di energie.


Per alleviare tali difficoltà, il sistema cerca un adattamento che molto spesso è di tipo posturale: si tenta quindi di compensare il deficit visivo attraverso una postura anomala che però allevia in prima battuta la sintomatologia.


Pensiamo ad esempio ad un bambino che deve leggere e disegnare che lamenta un problema visivo.

Cosa fa? Avvicina la testa allo scritto, ruotandola o inclinandola: per assolvere al proprio lavoro sarà costretto ad alterare il naturale equilibrio posturale in adattamento alla condizione visiva deficitaria.


E’ dunque molto importante effettuare i controlli periodici dall’oculista.


Quando il piccolo è appena nato e si trova ancora in ospedale dopo il parto, viene effettuata una visita ispettiva da parte del medico oculista.

Un’altra visita però non dovrebbe mancare intorno ai due/tre anni soprattutto se si sospetta qualche difficoltà visiva del bambino nel riconoscere oggetti od altro oppure se si nota, sia pure occasionalmente, uno strabismo di uno o di entrambi gli occhi.

In questa occasione l’oculista accerterà la presenza di eventuali vizi di refrazione, come la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo, di alterazioni della motilità oculare, come lo strabismo e il nistagmo o un eventuale “occhio pigro”. In quest’ultimo caso, un occhio del bimbo non è stato in grado di sviluppare correttamente la sua capacità visiva a causa di qualche anomalia.



Quando il bimbo raggiunge l’età di cinque anni è bene sottoporlo a un altro controllo ancora più accurato, per valutare con maggiore precisione l’acutezza visiva del piccolo.

A tale scopo si fa leggere al bimbo il classico ottotipo di lettura per lontano, dove sono presenti dei disegni o, intorno ai sei anni, le lettere e i numeri.

In assenza di particolari problemi visivi il bambino deve eseguire controlli periodici con scadenza consigliata dall’oculista.





Cosa dovrebbero fare i genitori

Solitamente le prime visite oculistiche si fanno in queste scadenze temporali, ma in alcuni casi particolari, se i genitori notano o solo sospettano anomalie, è bene anticipare le visite o, comunque, rivolgersi tempestivamente all’oculista.

  • Tra gli atteggiamenti che dovrebbero insospettire il genitore, attenzione a quando i piccoli strizzano continuamente gli occhi, sforzandosi di vedere meglio da lontano, o quando chiudono un occhio.

  • Da non sottovalutare anche le inclinazioni e le rotazioni della testa che il piccolo fa quando cerca di guardare qualcosa, così come dovrebbero insinuare qualche sospetto anche il fastidio in presenza di una luce intensa, il continuo sfregamento degli occhi, l’arrossamento e l’eccessiva lacrimazione.


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